11. maggio 2012 · Write a comment · Categories: Camminare · Tags:

camminare, una rivoluzione«Avviso ai lettori. Lasciate stare. Se cercate insegnamenti sul camminare all’ultima moda, con tanto di lezioni, corsi universitari e relativi professori, oppure sul camminare come cura di sé, o infine pagine e pagine di resoconti di camminate che si perdono invariabilmente tra il noioso, l’elegiaco o il paranoico, ripeto a scanso di equivoci: lasciate stare. Questo libro non fa per voi».

www.donzelli.it

 

 

 

 

10. maggio 2012 · Write a comment · Categories: Pedalare · Tags:

ciclofficineLe Ciclofficine Popolari romane sono un collettivo di persone di Roma.

Quel che facciamo, come alcuni già sapranno, è riparare e riciclare biciclette, ma puntiamo anche alla promozione di un altro modo di pensare e agire, condividendo i saperi e permettendone una continua circolazione.

L’autoformazione è per noi una pratica quotidiana.

I nostri mezzi vanno oltre le biciclette: lottiamo ogni giorno, su vari livelli, per ripensare drasticamente le strade della nostra città, sempre più dominata da automobili, e sempre più devastata dall’inquinamento.

Il sito Ciclofficinepopolari.it vuole essere un riferimento per il manifestarsi delle Ciclofficine Popolari in Italia, che sono qui invitate ad una rete, ad un intreccio e ad uno scambio.

www.ciclofficinepopolari.it

green hill

Le immagini dei cuccioli che passano attraverso il filo spinato di Green Hill hanno fatto il giro del mondo, esaltato e commosso milioni di persone, che adesso conoscono la realtà di questo lager e vogliono contribuire alla sua chiusura.

La liberazione animale sembra una realtà possibile.

Non solo i vivisettori osservano con timore l’avanzata di un crescente sentimento antivivisezionista, ma attivisti e attiviste di tutto il mondo stanno guardando all’Italia con la speranza di vedere la chiusura di Green Hill e un emendamento che vieti l’allevamento di cani, gatti e primati per la sperimentazione.

Questo è visto come un pur piccolo successo, un apripista per un futuro cambiamento di rotta che voglia portare all’abolizione totale della vivisezione.

Oggi in diversi paesi del mondo e in tante città italiane si terranno proteste per una Giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione.

www.fermaregreenhill.net

E’ uscito il numero di maggio 2012 di “Azione nonviolenta“, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo

In questo numero:

- 2 giugno, ripudiamo la guerra, lettera aperta del Movimento Nonviolento;

- Sulle orme di Capitini a Cagliari 50 anni dopo, di Carlo Bellisai e Ignazio Carta;

- Situazione attentamente seguita, movimenti per l’obiezione di coscienza al servizio militare e alle spese militari nei rapporti di polizia (1948-1998), di Andrea Maori (seconda puntata);

- Il Movimento Internazionale Riconciliazione ha festeggiato i suoi primi 60 anni, di Luciano Benini e Sergio Bergami;

- Campi estivi MIR-MN 2012; Casa per la Pace di Ghilarza, Training, Laboratori, Seminari, Estate 2012;

- I documenti del Movimento Nonviolento, a cura della Segreteria nazionale;

- Il premio don Nesi 2012 per l’impegno educativo, a cura del Movimento Nonviolento di Livorno.

Inviando una e-mail ad an at nonviolenti.org potrete ricevere una copia omaggio (nel soggetto scrivere “copia AN” ed indicare con precisione cognome,nome, indirizzo, CAP, città).

www.nonviolenti.org

05. maggio 2012 · Write a comment · Categories: Pedalare · Tags:

bimbimbici

Giornata nazionale della Bicicletta 2012? Ignorata quest’anno dal Ministero dell’Ambiente, la FIAB propone per domenica 13 maggio la “sua” Giornata nazionale dedicata al diritto dei bambini di muoversi liberi e sicuri in bicicletta, nelle strade del proprio quartiere e nei percorsi casa-scuola. La Giornata nazionale non è una novità: si chiama “BIMBIMBICI”, e si organizza ininterrottamente da 13 anni in tutta Italia.

www.bimbimbici.it

La vergognosa decisione del Consiglio Regionale di abrogare la Legge Regionale 70/96 non ci fermerà di sicuro. Anche se la Legge Finanziaria deve ancora essere approvata ed il referendum annullato con uno specifico provvedimento, è ovvio come la situazione abbia preso una piega a noi sfavorevole.

L’opinione pubblica è ormai convinta che il referendum non si farà più, per cui, anche nel caso – improbabile ma non impossibile – che la situazioni si ribalti, le difficoltà per noi diverrebbero praticamente insormontabili. Non fosse altro che per la drammatica riduzione dei tempi a nostra disposizione per la campagna elettorale.

Non ci diamo comunque per vinti.

www.referendumcaccia.it

 

La pace è l’unico valore veramente rivoluzionario perché costringe a ripensare tutte le categorie del vecchio mondo che è stato costruito sulle macerie delle guerre.

Essere costruttori di pace oggi significa obiettare al sistema di guerra e alle spese militari che la guerra rendono possibile.

Noi vogliamo essere cittadini obbedienti alla Costituzione italiana, scritta subito dopo il flagello del secondo conflitto mondiale, e proprio per questo tesa al ripudio della guerra stessa. Lo dice l’articolo 11. E’ la stessa Costituzione che ci indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Lo dice l’articolo 1. In mezzo, tra l’articolo 1 e l’articolo 11, ci sono 10 articoli fondamentali della nostra carta costituzionale, su altrettanti valori fondanti: la giustizia, la libertà, la salute, l’educazione, ecc. Questo significa che i lavoratori devono costruire le condizioni per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra (e la sua preparazione) è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto sociale e civile.

Per tutto questo noi non comprendiamo perché la Festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno, venga celebrata con le parate militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici. E’ una contraddizione divenuta ormai insopportabile. Questo è il ripudio della Costituzione,non della guerra. E’ il rovesciamento della verità.

Il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare sono le forze del lavoro, i sindacati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Queste sono le forze vive della Repubblica; i militari hanno già la loro festa, il 4 novembre, che ricorda “l’inutile strage” della prima guerra mondiale, come disse il papa Benedetto XV.

A lei, Presidente della Repubblica chiediamo di abolire la parata militare del 2 giugno, anche per rispettare la necessità di risparmio economico (l’anno scorso costò quasi 10 milioni di euro): inviti i giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza. E’ un vero e proprio scandalo che mentre si impongono pesanti sacrifici a tutti, il Parlamento ed il Governo abbiano confermato l’enorme spesa di oltre 10 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F35.

Ci impegniamo ad interpellare le autorità civili delle nostre città, sindaci, prefetti, consiglieri comunali, deputati, affinché sostengano questa nostra proposta, scrivendo anche lettere ai giornali e diffondendole nei luoghi di lavoro. Il 2 giugno con le nostre associazioni vogliamo celebrare l’Italia che “ripudia la guerra”: dove possibile organizzeremo delle sfilate dove i cittadini disarmati innalzeranno i cartelli con l’articolo 11 della Costituzione.

www.nonviolenti.org

Dolcissima sera, l’incanto di piazza Farnese nel riverbero dei lampioni, quando all’improvviso entra una Bmw coupé che, rombando, va a inchiodare davanti al ristorante Camponeschi.

Il tipo che apre lo sportello è basso, tarchiato, ha il viso ovale, un sigaro tra le dita, la camicia bianca sbottonata al collo. Scende e va a prendere posto in una tavolata rumorosa, dove viene accolto da un coro affettuoso:

«Lu/i/ggi/no! Lu/i/ggi/no!».

Segue applauso.

Seguono risate.

Chi può permettersi un simile ingresso in una delle più belle piazze di Roma?

Sul cruscotto della Bmw non c’è traccia di permessi speciali.

Sul muro, all’angolo con via dei Baullari, un cartello: «Area pedonale».

Due vigili urbani assistono distrattamente alla scena. Uno fuma, l’altro sbadiglia, guarda l’orologio, sbadiglia ancora. Poi si volta.

«Cerca qualcosa? Ha bisogno di qualcosa?». (Tono sgarbato).

Mi chiedevo perché quel signore può parcheggiare la sua auto lì, mi chiedevo perché non gli facciate una multa e non chiamate un carro attrezzi.

«Perché perché perché…».

Ecco, sì: perché?

(A questo punto interviene quello che stava fumando, e che sembra essere il più alto in grado).

«Senta, me sa che lei nun cià niente da fa’, eh?». Veramente…

«E su… Se faccia ‘na passeggiata… faccia er bravo, no?».

Nemmeno ti chiedono chi sei. Si allontanano con un ghigno di fastidio, la camminata ciondolante, non si capisce se complici o rassegnati, di certo testimoni e protagonisti dell’agonia di questa città, della Capitale d’Italia, ormai sfregiata dall’illegalità, dall’abusivismo, senza più decoro, senza regole, precaria, molle, infestata dalle tangenti, dove tutti possono tutto.

www.corriere.it

Qui Radio Londra consiste in Giuliano Ferrara seduto davanti ad una telecamera a dare lezioni al pubblico per sette minuti, su qualsiasi argomento gli vada a genio. Il conduttore è un uomo brillante: si esprime in modo chiaro, è provocatorio e colto.

Ma è inequivocabilmente un uomo di Berlusconi.

Il suo giornale, Il Foglio, è stato fondato grazie ai fondi messi a disposizione dall’ex moglie del Cavaliere. Quando l’ultimo governo Berlusconi è entrato in crisi, Ferrara è stato chiamato a dare i suoi consigli.

E’ difficile immaginare un altro paese europeo, eccetto forse la Bielorussia, in cui un giornalista così sfacciatamente di parte possa avere la possibilità di “chiarire” il senso delle notizie.

John Hooper, The Guardian

watership down

Apre “Watership Down”, la prima caffetteria vegan di Palermo!

E’ una caffetteria 100% vegan, che non impiega cioè nessun ingrediente derivante dalla sofferenza animale.

E’ una libreria che racchiude al suo interno testi che trattano temi spesso ignorati dalla grande distribuzione.

E’ un luogo d’incontro, di confronto, di approfondimento, di critica radicale dell’esistente che nasce in un momento in cui il libro è diventato una merce e sta rischiando di perdere la sua natura di possibile percorso e in un momento in cui le scelte etiche di cui siamo portatori necessitano sempre di più di una diffusione capillare.

Chi avrà modo di venirci a trovare troverà uno spazio di scambio culturale, un luogo accogliente dove trascorrere le proprie giornate consultando e acquistando libri e troverà informazioni per approfondire quei temi che spesso vengono ignorati dalle grandi distribuzioni in un’atmosfera piacevole magari bevendo qualcosa o gustando un aperitivo, realizzato senza l’impiego di nessun ingrediente di origine animale, nel pieno spirito del Watership Down.

Lo spazio è dotato di connessione Wi-Fi libera e disponibile per chi vorrà usufruirne. Inoltre saranno organizzate iniziative quotidiane quali presentazioni di libri, proiezioni, dibattiti, incontri etc.

www.watershipdown.it