Liberazione umana
Berlusconi e Gheddafi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Settembre 2010 00:00

Solo nell'Italia berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi.

Riflessione di Livia Turco.

 
La seconda Sindone PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Agosto 2010 14:12

seconda sindoneUna Sindone nuova di zecca, a grandezza naturale, del tutto simile a quella custodita a Torino e venerata come sudario miracoloso di Cristo. È stata realizzata dal professor Luigi Garlaschelli (chimico dell’Università di Pavia).

L’UAAR ha voluto finanziare la fabbricazione della nuova Sindone per dimostrare come sia possibile produrne una anche con le tecnologie che erano disponibili a un bravo falsario del 1300.

Del resto il vescovo di Troyes, Henri de Poitiers, già a metà del Trecento aveva dichiarato il lino un falso, e gli scienziati che nel 1988 hanno eseguito la datazione col Carbonio 14 lo hanno confermato: trattasi di artefatto di buona fattura di sette secoli fa.

Dal sito dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

 
Il barile della trivialità PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Agosto 2010 13:35

bossi volgarissimoSi chiama villa Campari, ma sembrano tutti usciti da villa Whisky. Da una sbornia di solide argomentazioni politiche pregnanti, che Bossi si sforza di sintetizzare in un’unica parola: «Stronzo».

Le scorciatoie della politica sono infinite, ma mai come in quest’agosto demenziale sono state esplorate fino in fondo, raschiando il barile della trivialità.

Quando si è senza argomenti, il ricorso al turpiloquio è la più banale delle scappatoie e la prova di una politica tragicamente minuscola.

Riflessioni di Claudio Rizza, sul Messaggero.

 
Se questo è un ministro... PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Agosto 2010 12:01

bossi volgare

 
I dubbi del teologo PDF Stampa E-mail
Domenica 22 Agosto 2010 14:41

vito mancusoLa domanda era sempre quella: come posso adesso, se quello che scrive Giannini corrisponde al vero, continuare a pubblicare con la Mondadori e rimanere a posto con la mia coscienza?

Come posso fondare il mio pensiero sul bene e sulla giustizia, e poi contribuire al programma editoriale di un'azienda che a quanto pare, godendo di favori parlamentari ed extra-parlamentari, pagherebbe al fisco solo una minima parte (8,6 milioni versati) di un antico ed enorme debito (350 milioni dovuti)?

Come posso fare dell'etica la stella polare della mia teologia e poi pubblicare i miei libri con un'azienda che non solo dell'etica ma anche del diritto mostrerebbe, in questo caso, una concezione alquanto singolare?

Da un articolo di Vito Mancuso.

 
Evasioni PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Agosto 2010 16:01

previtiNon c'è dubbio che l'evasione fiscale in Italia sia anche una questione culturale. A differenza degli Stati Uniti, dove non si scherza (fra il 2002 e il 2007 hanno sbattuto dentro 5 mila persone), qui non è mai stata considerata un peccato. Più che altro, una marachella.

Nel 2002 l'avvocato Attilio Pacifico, che sarebbe stato condannato insieme all'ex ministro Cesare Previti per l'affare Imi-Sir, ammise candidamente in un colloquio con un giornalista: «Sì, sono un evasore fiscale. E allora, che mi volete fare?».

E in una lettera al Corriere lo stesso Previti scrisse: «Se è vero che negli anni passati ho avuto disponibilità all'estero, è altrettanto vero che questa situazione l'ho regolarizzata e sanata anche attraverso un condono tombale, pagando quanto dovuto per legge».

Già, il condono.

Da un articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera.

 
La legge ad-aziendam PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Agosto 2010 15:57

Legge salva-Mondadori doveva essere e legge salva-Mondadori è stata.

La casa editrice controllata dalla Fininvest si avvia a chiudere con una mini-transazione da 8,6 milioni un contenzioso quasi ventennale in cui l'agenzia delle entrate le contestava il mancato pagamento di 173 milioni di tasse evase nel '91, in occasione della fusione tra Amef e Arnoldo Mondadori.

Da un articolo di Repubblica.

“Non c’e’ un atto di questo governo dove il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non abbia fatto prevalere gli interessi propri o quelli delle sue aziende a quelli del Paese. I suoi governi passeranno alla storia per le leggi ad personam e quelle ad aziendam di cui la norma salva Mondadori, cui l’opposizione si e’ opposta con forza e determinazione, e’ solo ultima per diritto di nascita”.

Da una dichiarazione del deputato IDV Antonio Borghesi rilasciata all'AGI.

 
Il patrimonio dei consiglieri calabresi? Top secret. PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Agosto 2010 15:39

consiglio regionale calabriaVolete conoscere se un consigliere regionale calabrese eletto dai cittadini possiede una casa, la villa al mare, un'auto, qualche società? Toglietevelo dalla testa: è top secret. Lo ha scoperto Giuseppe Candido, un militante radicale che ha chiesto, come prevede una legge dello Stato approvata ben ventotto anni fa (è la numero 441 del 1982), di avere notizie sulla situazione patrimoniale dei componenti del Consiglio regionale. Ricevendo una risposta sconcertante firmata dal segretario generale Giulio Carpentieri: «In riferimento alla sua istanza di accesso agli atti si comunica che la stessa non può trovare accoglimento, come si evince dal parere espresso dal settore legale».

Eppure quella legge di ventotto anni fa è chiarissima. Entro tre mesi tutti i titolari di cariche elettive nazionali, regionali, provinciali e comunali devono presentare una dichiarazione con l'elenco dei beni mobili, immobili e partecipazioni societarie, oltre alla lista degli incarichi ricoperti e l'ammontare delle spese sostenute per la campagna elettorale. E «tutti i cittadini hanno diritto di conoscerle»: c'è scritto proprio così.

Da un articolo di Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera.

 
Campagna di sbattezzo PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Agosto 2010 00:00

campagna sbattezzoDopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, a cui hanno complessivamente aderito quasi duemila cittadini, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo  e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.

Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.

Comunicato dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

 
Satyricon Pdl PDF Stampa E-mail
Domenica 01 Agosto 2010 00:00

fanno festaSui destini del centrodestra si vorrebbe tanto poter scrivere di politica, magari tenendo anche a bada il moralismo. Però qui davvero tutti magnano, bevono, scherzano, si mettono in posa e a quel punto, baciati dal flash del riconoscimento, si abbracciano e si baciano, al punto da coinvolgere anche Letta, damerino professionale, nelle calorose smancerie del Satyricon Pdl e dell'estate rotondiana.

Ai tempi di Nerone non era poi molto diverso. Cortigiani, feste, banchetti, ruffiani, polverine, cricche, magheggi: la vita pubblica non mostra il suo aspetto più edificante. La regressione del potere riattiva la percezione di qualcosa che incombe; lo strazio della volgarità preannuncia esiti niente affatto rassicuranti.

Contro l'eresia finiana, Berlusconi fa lo spiritoso su Bocchino: "Sono rimasto male quando ho saputo che era un deputato e non un punto del nostro programma". Ormai di routine Bossi saluta i giornalisti ed esclude le elezioni con il dito medio.

E saranno pure i dossier, ma intanto la scena si affolla di eroi fasulli, ecclesiastici imbroglioni, mogli irose, suocere intriganti, cognati da sistemare, crocerossine da far sfilare, produttori di fiction, venditori di case a Montecarlo. Il grottesco è prepotente, ma dall'orrore del vuoto al cupio dissolvi di solito il passo è abbastanza breve.

Tratto da un articolo di Filippo Ceccarelli, pubblicato su Repubblica. La persona che sulla destra nella foto ride di gusto, è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

 
I furbetti delle quote latte PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Luglio 2010 00:00

violenza sulle mucche da latteÈ finita - se è finita - con il ministro Giancarlo Galan che grida il suo sconcerto contro i leghisti «arroganti e irresponsabili», mentre i succitati leghisti se la ridono, ringraziando il governo - di cui Galan, fino a prova contraria, fa parte - per la sensibilità dimostrata nell’accogliere la richiesta di prorogare il pagamento delle multe a carico degli allevatori. Sembra una commedia dell’assurdo, invece è l’odierna puntata sulla vicenda delle quote latte.

Che registra un passaggio cruciale: nonostante l’opposizione del ministro Galan, della Commissione Europea (per bocca del commissario all’Agricoltura, Ciolos) e del variegato fronte dei legalisti, secondo i quali «le multe vanno pagate e basta compromessi», la sospensione delle sanzioni fino al 31 dicembre è entrata nel maxiemendamento alla manovra economica, blindato con la fiducia, votata in Senato.

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Lega sprecona PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Luglio 2010 00:00

zaiaC'è di tutto nelle pieghe dei bilanci targati Lega Nord. E il colpo di grazia lo danno quasi sempre i capitoli caldi del gergo padano: cultura, prodotti locali e sicurezza. Che non scatenano solo le polemiche, come nel caso dell'Inno di Mameli sostituito in Veneto con il Va' Pensiero. Ma soprattutto esborsi di soldi. Sempre pubblici. Gli scolari lombardi forse non sanno che il fumetto camuffato da libro di storia che si sono visti distribuire qualche tempo fa è costato alla Regione 105 mila euro per 10 mila copie. Un bell'elenco di refusi storici, forse non voluti, ma pagati a caro prezzo: le incisioni rupestri dei Camuni datate 3000 dopo Cristo, un passaggio che sembra attribuire la strage di piazza Fontana ai sessantottini, i galli che cantano "we are the padan cocks" e Garibaldi che scompare dalla storia dell'Unità d'Italia.

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Perché gli uomini uccidono le donne PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Luglio 2010 00:00

violenza alle donneQuanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l'uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo, violento. Grazie ad alcune inchieste sociologiche, oggi sappiamo che la violenza contro le donne non è più solo l'unico modo in cui può esprimersi un pazzo, un mostro, un malato; un uomo che proviene necessariamente da un milieu sociale povero e incolto. L'uomo violento può essere di buona famiglia e avere un buon livello di istruzione. Poco importa il lavoro che fa o la posizione sociale che occupa. Si tratta di uomini che non accettano l'autonomia femminile e che, spesso per debolezza, vogliono controllare la donna e sottometterla al proprio volere. Talvolta sono insicuri e hanno poca fiducia in se stessi, ma, invece di cercare di capire cosa esattamente non vada bene nella propria vita, accusano le donne e le considerano responsabili dei propri fallimenti. Progressivamente, trasformano la vita della donna in un incubo. E, quando la donna cerca di rifarsi la vita con un altro, la cercano, la minacciano, la picchiano, talvolta l'uccidono.

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Perché? PDF Stampa E-mail
Venerdì 25 Giugno 2010 17:39

brancher e berlusconi

 

Un uomo politico vicino al capo del governo è imputato in un delicato processo. In Italia c’è una legge che consente ai ministri di rinviare le udienze. Pochi giorni prima che l’uomo politico compaia  davanti ai giudici il capo del governo inventa un ministero inutile e lo nomina a capo di quel dicastero. L’uomo politico, nemmeno una settimana dopo, utilizza quella legge.

Nel caso Brancher tutto è avvenuto alla luce del giorno. Chiaro, lampante, cristallino. Perfino trasparente. Con esattezza evidente e matematica.

La stessa esattezza matematica prevederebbe che il partito del capo del governo e dell’uomo politico perda per una cosa così alcuni milioni di voti.

Ma in Italia non succede e probabilmente non succederà.

Perché?

Tratto da Politica Pop, di Marco Braccioni.

 
La corruzione costa PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Giugno 2010 13:32

la corruzione costaLa corruzione e le distorsioni che essa produce costituiscono un onere per l'intera società. Ma se le dinamiche alla base di questo fenomeno si sviluppano in modo sotterraneo, attraverso canali eterogenei e difficilmente individuabili, i suoi effetti nefasti sono evidenti. La corruzione mina le basi dell'organizzazione sociale e della convivenza civile; minaccia la credibilità, l'immagine e la stessa legittimità delle istituzioni.

Lo studio di Arnone ed Iliopulos non si limita a trattare la dimensione economica del problema, ma ne indaga i risvolti istituzionali e sociali, cercando di rintracciare l'origine del fenomeno e, soprattutto, di offrire un insieme di misure volte a contrastarne le pericolose conseguenze.

 
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