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Mercoledì 07 Luglio 2010 13:55 |
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Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, durante una manifestazione sindacale, cinque operai (Lauro Ferrioli, Emilio Reverberi, Marino Serri, Ovidio Franchi e Afro Tondelli) – tutti iscritti al Pci -, furono uccisi da colpi d’arma da fuoco delle forze dell’ordine. Nel Paese si respirava aria da colpo di Stato. Presidente del Consiglio era Fernando Tambroni, alla guida di un governo monocolore democristiano, sostenuto con l’appoggio determinante del Movimento sociale italiano.

I fascisti ottennero, come sede del congresso missino, la città di Genova, città partigiana e medaglia d’oro della Resistenza. Le reazioni in Italia all’insediamento del governo Tambroni e la scelta di Genova per il congresso del Msi non tardarono ad arrivare. La rivolta antifascista, iniziata in giugno con una mobilitazione popolare nel capoluogo ligure si estese in tutta l’Italia. In quei giorni nelle piazze italiane caddero dieci lavoratori.
Il 17 luglio 1960 uscì un editoriale sulla rivista Epoca, scritto dal direttore Enzo Biagi e intitolato “Dieci poveri inutili morti”.
Per quell’editoriale il direttore Enzo Biagi, su volontà di Tambroni, fu allontanato dalla direzione di Epoca. Il tempo passa, ma da Tambroni a Berlusconi nulla è cambiato nella cultura per la libertà di stampa.
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Lunedì 05 Luglio 2010 16:19 |
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L’Italia è un paese meraviglioso.
Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.
Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno.
Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento.
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Sabato 03 Luglio 2010 16:19 |
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E' uscito il numero di luglio 2010 di "Azione nonviolenta", rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
In questo numero:
Laudato si', mi' Signore, per sor'Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta, di Giovanni Damiani; Dell’importanza di mediatori, costruttori, saltatori, esploratori, di Jean-Pierre Sourou Piessou; Termina il Decennio 2001-2010 per l’educazione alla nonviolenza, di Sergio Bergami; Giuseppe Gozzini (1936-2010). Obiettore cattolico e nonviolento, di Daniele Lugli; Un nuovo approccio alla crisi. Abitare la terra con saggezza, di Daniele Facheris; La rivoluzione a piedi scalzi dei bambini che studiano di notte, di Elisa Chiodarelli; Gli stati generali del servizio civile regionale: che fine fa la difesa non armata della patria?, di Caterina Del Torto. Il Programma del XXIII Congresso del Movimento Nonviolento, a cura della Segreteria.
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Venerdì 02 Luglio 2010 15:47 |
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Floribert Chebeya si batteva per i diritti umani nelle Repubblica democratica del Congo. È stato ucciso il 2 giugno scorso. Omicidio politico, secondo molti del suo entourage. Era scomparso dalla sera precedente e il giorno dopo la polizia congolese lo ha ritrovato privo di vita sulla sua auto, nella periferia ovest di Kinshasa.
Personalmente, ho incontrato Floribert nel gennaio 2003 a Kinshasa. Un incontro rocambolesco che già di per sé la dice lunga su come vivesse l'attivista e quali rischi corresse già allora. Nascondendosi e guardandosi continuamente le spalle, senza mai piegarsi alle intimidazioni continue e continuando a denunciare in particolare le violazioni della libertà di stampa, della giustizia e dei diritti carcerari. A Kinshasa era divenuto negli anni la voce forse più rappresentativa dei difensori delle libertà fondamentali.
La sua voce non si leverà più per denunciare, accusare, difendere. A volte poteva sembrare quasi fazioso: era un uomo di parte, certo. Stava dalla parte dei più deboli. (Tratto da nigrizia.it)
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Martedì 29 Giugno 2010 13:57 |
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Quelli che non mangiano nemmeno le uova, il latte e i suoi derivati, ecc. ecc.
Altro che i vegetariani, loro sì che sono coerenti e duri nella difesa degli animali e nel rifiuto del loro massacro. Ma chi sono i vegani? Qual è la filosofia che li ispira?
Senza nessuna pretesa di completezza, questo dossier – proposto e realizzato dagli amici e compagni della Troglodita Tribe S.p.a.f. (Società per azioni felici) – offre alcune informazioni e spunti per una riflessione.
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Lunedì 28 Giugno 2010 16:38 |
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Il Parco della Pace è realtà: in settimana, infatti, una riunione interministeriale ha deciso la demilitarizzazione e la sdemanializzazione dell’area che ancora non è stata devastata dal cantiere militare statunitense a Vicenza.
E’ una vittoria della città; un segno tangibile che è possibile porre un limite alla voracità statunitense; una vittoria dei 150 alberelli che, nel settembre 2007, furono messi a dimora proprio lì, a presidiare un terreno sul quale gli appetiti militari statunitensi avrebbero voluto stendere il filo spinato. E la tenacia di quegli alberelli – che, nonostante siano stati di fatto privati di ogni cura, sono fioriti anche quest’anno – è la metafora che meglio rappresenta la volontà della città, espressasi in mille manifestazioni e nelle urne della consultazione popolare.
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Venerdì 25 Giugno 2010 17:39 |
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Un uomo politico vicino al capo del governo è imputato in un delicato processo. In Italia c’è una legge che consente ai ministri di rinviare le udienze. Pochi giorni prima che l’uomo politico compaia davanti ai giudici il capo del governo inventa un ministero inutile e lo nomina a capo di quel dicastero. L’uomo politico, nemmeno una settimana dopo, utilizza quella legge.
Nel caso Brancher tutto è avvenuto alla luce del giorno. Chiaro, lampante, cristallino. Perfino trasparente. Con esattezza evidente e matematica.
La stessa esattezza matematica prevederebbe che il partito del capo del governo e dell’uomo politico perda per una cosa così alcuni milioni di voti.
Ma in Italia non succede e probabilmente non succederà.
Perché?
Tratto da Politica Pop, di Marco Braccioni.
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Venerdì 25 Giugno 2010 05:54 |
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È successo poco prima che Ofer compisse quattro anni, disse Orah, due o tre mesi prima. Io gli preparavo il pranzo. Ofer mi ha domandato di cosa fossero fatte le polpette e io di sicuro ho borbottato che erano di carne. Lui ci ha pensato un po’ su e mi ha chiesto: e cos’è la carne?
...
Allora ho detto a Ofer, con il tono più indifferente possibile, che la carne non era niente di speciale. Sai, una delle cose che si mangiano ogni giorno, carne.
Rivide il piccolo Ofer, mingherlino, delicato, che si dondolava da una gamba all’altra, come sempre quand’era impensierito, o spaventato, o che si tirava ripetutamente l’orecchio sinistro. Così. O andava in disparte e poi tornava, in un andirivieni frenetico.
Io ho infilato la testa nel frigo nel tentativo di sfuggire ai suoi occhi ma lui non si è dato per vinto. Ha domandato dove si prendeva la carne. E tu devi sapere che allora la carne gli piaceva molto, sia di bovino che di pollame. A parte quella, non mangiava quasi niente. Amava le polpette, le cotolette, gli hamburger. Era un vero carnivoro.
...
Ofer ci ha pensato ancora un po’ su e ha domandato se alla mucca, alla quale si prende la carne, ne cresce di nuova.
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Giovedì 24 Giugno 2010 13:32 |
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La corruzione e le distorsioni che essa produce costituiscono un onere per l'intera società. Ma se le dinamiche alla base di questo fenomeno si sviluppano in modo sotterraneo, attraverso canali eterogenei e difficilmente individuabili, i suoi effetti nefasti sono evidenti. La corruzione mina le basi dell'organizzazione sociale e della convivenza civile; minaccia la credibilità, l'immagine e la stessa legittimità delle istituzioni.
Lo studio di Arnone ed Iliopulos non si limita a trattare la dimensione economica del problema, ma ne indaga i risvolti istituzionali e sociali, cercando di rintracciare l'origine del fenomeno e, soprattutto, di offrire un insieme di misure volte a contrastarne le pericolose conseguenze.
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Martedì 22 Giugno 2010 11:22 |
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Il nuovo report dell'UNEP (Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite), uscito il 2 giugno 2010 e intitolato "Calcolo degli impatti ambientali dei consumi e della produzione", evidenzia senza ombra di dubbio il consumo di alimenti animali - carne, pesce, latticini - come una delle cause primarie di impatto ambientale, inquinamento, effetto serra e spreco di risorse.
Secondo un articolo del quotidiano inglese The Guardian, a commento del report, "uno spostamento globale verso un'alimentazione vegan è vitale per salvare il mondo dalle fame e dagli impatti peggiori del cambiamento climatico".
Nelle conclusioni del report si afferma infatti: "Si prevede che gli impatti dell'agricoltura aumentino in modo sostanziale a causa dell'aumento di popolazione e del conseguente aumento del consumo di alimenti animali. Un riduzione sostanziale di questo impatto sarà possibile solamente attraverso un drastico cambiamento dell'alimentazione globale, scegliendo di non usare prodotti animali". Leggi
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