Segnali e Consigli pratici di Briscola

Ogni copia di briscola normalmente utilizzata segnali specifici che possono essere cambiati in modo periodico in modo tale che gli avversari non possano comprenderli. Non è certo semplice elencare i segnali utilizzati, visto che questo cambiano da regione a regione e solitamente da coppia a coppia. Si tratta solitamente di una serie di gesti personali segreti.

I segnali che possono essere definiti più comuni (facilmente interpretabili da qualsiasi giocatore) sono quelli utilizzati per avvertire nel caso di briscole in mano:
Asso: si chiudono le labbra;
Tre: si fa una smorfia con la bocca;
Re: si alzano gli occhi al cielo;
Cavallo: si fa una linguaccia;
Fante: si alza una delle spalle.

Consigli pratici di Briscola Online

Il primo consiglio per i principianti, si tratta in realtà di una regola base per tutti coloro che vogliono divenire ottimi giocatori di briscola e in altri giochi di carte, risulta essere la possibilità di ricordarsi le carte uscite. Sono differenti i metodi per calcolare le carte già passate, la verità è che l'aspetto più importante è una buona memoria e una concentrazione continua.

Tra i consigli che è ricordare bisogna sottolineare il fatto di non dover mai uscire con una carta di basso valore e che non sia una briscola quando non sono ancora uscite le carte più importanti del medesimo seme (ossia asso e tre), questo sé le carte in proprio possesso lo consentono. Fare un'uscita del genere significa offrire ai propri avversari il modo ideale di "strozzare" e quindi ottenere un buon numero di punti.

Nel caso che uno dei compagni di squadra sia in ogni caso obbligato a giocare una carta di valore basso e non del seme di briscola, sarà obbligo del compagno di squadra cercare di tagliare il piatto utilizzando un "briscolino" in modo da cercare di evitare la possibile strozzatura.

Spesso è fondamentale riuscire a ottenere l'ultima carta del mazzo, la carta che ha definito il seme della briscola, questo implica ovviamente l'impossibilità di vincere il penultimo turn, gioca gratis su briscola-online.it. È importante conteggiare mentalmente i punti che si sono già ottenuti, oltre alle carte che sono già uscite nel corso del gioco. In questo modo si sarà in grado di ottimizzare una strategia per ottenere più punti possibile.

I ludopatici non sono in grado di smettere

Dopo aver chiesto a dei soggetti che soffrono di dipendenza da gioco di svolgere alcuni compiti con l'obiettivo di mantenere autocontrollo e concentrazione, gli scienziati sono riusciti a trarre le proprio conclusioni. Durante l'esperimento, si chiedeva ai partecipanti di premere un pulsante ogni volta che appariva una X su di uno schermo posto di fronte a loro, ma solo quando non appariva una O immediatamente dopo la X. Se appare la O, i partecipanti dovevano evitare di premere il pulsante.

Come prevedibile, i ludopatici hanno mostrato difficoltà molto maggiori nel non premere il pulsante rispetto ai soggetti 'sani'. Tutti hanno preso parte all'esperimento partendo esattamente dalle stesse circostanze. Per permettere ai ricercatori di capire cosa stesse succedendo nel cervello dei soggetti durante lo svolgimento dei compiti, è stato utilizzato uno scanner MEG, in grado di localizzare i livelli di attività del cervello in tempo reale.

Un'esperienza indebolita

Al livello dell'esperienza cosciente c'è sempre una qualche forma di autoconsapevolezza, che esprime che è una persona ad avere u'esperienza. Può trattarsi di un'"autoconsapevolezza minima" che consista di una sensazione di appartenenza su qualcosa, oppure può trattarsi di un'"autoconsapevolezza espansa", che vediamo spesso in un riflesso di noi stessi.

I ricercatori avevano particolare interesse a indagare sulla comunicazione tra due specifiche aree del cervello, che sappiamo svolgono un ruolo nel determinare e definire la nostra autoconsapevolezza. Queste aree sono anche probabilmente responsabili della capacità di un individuo di contenersi in determinate situazioni.

Grazie allo scanner MEG, i riceratori hanno potuto visualizzare il livello di attività in quelle specifiche aree del cervello. Sono stati quindi in grado di vedere come e quanto queste aree comunicassero tra di loro.
L'esperimento ha rilevato che i messaggi tra le reti delle due aree più importanti, la corteccia cingolata anteriore, che si trova nella parte frontale del cervello, e la corteccia cingolata posteriore, nella parte posteriore del cervello, erano più deboli nelle persone affette da dipendenza da gioco casino. gioco casino

La dipendenza da gioca è visibile nel tuo cervello

NON AVRAI MICA ROTTO IL TUO CERVELLO?

Secondo alcune ricerche, la comunicazione tra determinate aree del cervello sono più deboli in quei soggetti che soffrono di dipendenza da gioco. Questo può significare che il comportamento dei ludopatici può derivare più da specifici problemi neurologici che da una generica 'debolezza della volontà', come molti credono.

Chi soffre di dipendenza da gioco può facilmente spendere migliaia di dollari al poker, alle slot machine o alle scommesse, anche quando il conto in banca è in rosso e non si hanno più soldi per il cibo, la benzina o l'affitto. Continuano a giocare imperterriti senza preoccuparsi delle possibili conseguenze.

Uno dei problemi principali di chi soffre di dipendenza da gioco è la mancanza di autocontrollo. Il ludopatico non è in grado di controllare le proprie azioni. Queste persone vengono spesso derise, prese per gente 'senza spina dorsale', incapace di lasciare il tavolo da gioco al momento giusto. Ma un nuovo interessante studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS, sembra dimostrare che questa mancanza di autocontrollo sia causato da specifiche anomalie nel proprio cervello, che non si rilevano nei non giocatori.

"Possiamo ora dimostrare che le persone che soffrono di dipendenza da gioco hanno un minor autocontrollo rispetto a chi non ne soffre, e che queste differenze sono dovute a differenze a livello cerebrale," afferma Kristine Rømer Thomsen, una dottoranda del Centre for Integrative Neuroscience della Aarhus University, membro del team che ha condotto lo studio.

Subscribe to italiacivile.it RSS